Il Planet Live Club nel suo nuovo percorso musicale si riaggancia alla grande tradizione “concerti” dell’Alpheus, storica realtà nazionale di cui occupa gli stessi spazi post-industriali (completamente ristrutturati, anche come parco audio/luci) che dal 1991 al 2013 ha presentato sul proprio palco migliaia di realtà, diversissime ma rappresentative dei propri settori musicali. In questa sezione, in continuo aggiornamento, vogliamo raccogliere e indicizzare tutti gli appuntamenti più importanti che si sono svolti all'Alpheus negli ultimi ventiquattro anni. Se avete materiali da condividere (foto, video, recensioni, scansioni dei biglietti etc) scriveteci all'indirizzo info (at) planetliveclub.com: noi li pubblicheremo, citando la fonte, rendendoli così disponibili a tutti gli appassionati di musica...

mercoledi 23 novembre
THE HORRORS

giovedi 13 ottobre
MARLENE KUNTZ

domenica 9 ottobre
SYMPHONY X + PAGAN'S MIND + DGM

mercoledi 13 luglio
GLASVEGAS

giovedi 10 maggio
GIORGIO CANALI

venerdi 6 maggio
PROPHILAX

mercoledi 3 maggio
QUINTORIGO

mercoledi 20 aprile
BLACKFIELD

venerdi 1 aprile
CLUB DOGO

venerdi 25 marzo
GIOVANNI LINDO FERRETTI

giovedi 3 marzo
24 GRANA

venerdi 25 febbraio
DIAFRAMMA

venerdi 18 febbraio
NEW GOBLIN

Setlist: Magic thriller, Mad puppet, Dr. Frankenstein, Roller, E suono Rock, Aquaman, Non ho sonno - Death farm, Goblin, L'alba dei morti viventi - Zombi, Suspiria, Tenebre, Phenomena, School at night - Profondo rosso, Zaratozom

Line up: Claudio Simonetti, Maurizio Guarini, Massimo Morante, Titta Tani, Bruno Previtali

Note: il concerto è stato pubblicato ufficialmente nel 2012 in CD e LP con il titolo di “Live in Roma”

 

domenica 20 dicembre
SEBASTIAN BACH

mercoledi 9 dicembre
PARADISE LOST

domenica 6 dicembre
BLACK HEART PROCESSION

venerdi 4 dicembre
VELVET

venerdi 20 novembre
ISIS

mercoledi 18 novembre
AMON AMARTH

venerdi 13 novembre
THERAPY?

martedi 3 novembre
AMORPHIS

giovedi 29 ottobre
BRING ME THE HORIZON

giovedi 22 ottobre
MUDHONEY

venerdi 16 ottobre
OTTO OHM

mercoledi 14 ottobre
CANNIBAL CORPSE + DYING FOETUS

venerdi 9 ottobre
99 POSSE REUNION

giovedi 1 ottobre
NAPALM DEATH

sabato 4 luglio
BUGO

lunedi 15 giugno
MARLENE KUNTZ

martedi 9 giugno
JULIETTE & THE NEW ROMANTIQUES

martedi 2 giugno
MEGANOIDI

martedi 26 maggio
24 GRANA

venerdi 15 maggio
MARLENE KUNTZ + SONETSENZ

martedi 12 maggio
PAOLO BENVEGNU'

venerdi 8 maggio
RATTI DELLA SABINA

venerdi 27 marzo
MODENA CITY RAMBLERS

giovedi 19 marzo
SONOHRA + LOST

venerdi 13 marzo
ACUSTIMANTICO

venerdi 13 febbraio
CRISTINA DONA'

venerdi 23 gennaio
FRANKIE HI NRG MC

venerdi 23 dicembre
CRYPTOPSY

lunedi 12 dicembre
Primordial + Hypocrisy + Wintersun + Naglfar + Exodus

giovedi 01 dicembre
BABYSHAMBLES

mercoledi 30 novembre
CANDLEMASS

domenica 27 novembre
BRIDES OF DESTRUCTION + dEUS

martedi 15 novembre
ARCHITECTURE IN HELSINKI

mercoledi 2 novembre
CIALTRONI ANIMATI

venerdi 28 ottobre
ANDREA RA

30 settembre
ALMAMEGRETTA

mercoledi 15 giugno
CEPHALIC CARNAGE

mercoledi 8 giugno
DILLINGER ESCAPE PLAN + Phoenix

domenica 29 maggio
MACBEATH

mercoledi 25 maggio
MEGANOIDI

venerdi 13 maggio
GIULIANO PALMA

giovedi 12 maggio
DE LA SOUL

mercoledi 11 maggio
WU TANG CLAN

martedi 3 maggio
DAUNBAILO’

giovedi 28 aprile
RED KRAYOLA

martedi 26 aprile
VILLA ADA POSSE

domenica 17 aprile
FINTROLL + NAGLFAR

domenica 20 marzo
GLENN HUGHES

mercoledi 26 gennaio
ADLER’S APPETITE

venerdi 21 gennaio
SOLEX

giovedi 20 gennaio
STAN RIDGWAY

venerdi 7 gennaio
FRIDAY STAR

giovedi 29 novembre
ARS NOVA/BALLETTO DI BRONZO/PRESENCE


"Dark Prog Metal Day" è il titolo dell'appuntamento di stasera all' Alpheus. L' intera manifestazione ruota intorno alla presenza delle tastiere, suonate in stili diversi. I primi a salire sul palco saranno i giapponesi Arsnova (dark rock), subito dopo toccherà agli italiani Balletto di Bronzo (Corriere della Sera)

 

domenica 4 novembre
COUSTEAU

lunedi 29 ottobre
PAUL DI ANNO AND KILLERS

giovedi 04 ottobre
MARILLION


Setlist:
Man of a Thousand Faces, Quartz, When I Meet God, This Town, The Rakes Progress, 100 Nights, Goodbye to All That, Afraid of Sunlight
Out of This World, This Is the 21st Century, Map of the World, The Great Escape, King. Encore: This Strange Engine, Easter, Between You and Me

Line up: Mark Kelly, Steve Rothery, Pete Trewavas, Ian Mosley, Steve Hogarth

Recensione di Manuel Murgano pubblicata su Wonderous Stories #17 - novembre 2001

Dopo alcuni anni di latitanza, i Marillion tornano ad esibirsi a Roma nella cornice dell'Alpheus, di fronte a poco più di 900 persone. Il concerto inizia con un ritardo immotivato di quasi un'ora, fatto questo che rappresenta una piccola macchia considerando la filosofia del gruppo, il quale non ha fatto mai mistero della stima e del bisogno che ha dei suoi fan. La band si presenta in grande stile, con un look ringiovanito ed un piercing sul volto di un maturo Mark Kelly: Steve Hogart è impeccabile, e la sua ottima prestazione vocale sicuramente riscatta qualche pecca emersa negli spettacoli europei dell'ultimo anno. Gli altri musicisti dimostrano una certa sicura professionalità: gli arpeggi di un ingrassato Steve Rothery costruiscono delicate trame musicali e fanno dimenticare a volte la necessità di assoli; Ian Mosley riesce meglio a governare il tempo che in passato e dal vivo unisce al ritmo una buona tecnica; Kelly, le cui tastiere sembravano negli anni 80 troppo genesis-simile, trova una sua dimensione nelle complesse rifiniture musicali del gruppo, riscoprendo dal vivo l'uso dell'Hammond (ha un emulo, un Roland Vk-7) e dei suoni Mellotron. Una nota particolare va a Pete Trevawas per la puntualità e la costanza della sua azione, caratteristiche che sembra aver maturato dall'esperienza dei Transatlantic con l'amico Mike Portnoy. I Marillion sono cresciuti, lasciandosi alle spalle critica, successi e fallimenti e trovando la capacità di migliorarsi e di continuare lungo un percorso nuovo e difficile. Del resto la scaletta, introdotta dalla calda Man of a 1000 faces pone sotto un'altra luce il nuovo album, apparso ai più azzardato e forse superficiale: Anoraknophobia infatti lo si apprezza di più dal vivo, e conferma la vocazione live della band: Quartz ha un tono energico, con un rabbioso Hammond a costruirne il tessuto; When I meet God è dolce e coinvolgente; il singolo di lancio Map of the world, che comunque conferma una struttura semplice e melodica ma mai banale, presenta bene il nuovo spirito positivo della band: il pubblico lo capisce, e trasforma il set dell'Alpheus in una grande festa, con canti e cori che a tratti sembrano stupire lo stesso Hogart. Sinceramente avrei lasciato a casa una pur bella This is the 21st century, troppo elettronica per la calda serata, e Between You and me, energica ma poco convincente, soprattutto in chiusura del live. Del resto i Marillion sono consci di aver scritto importanti capitoli musicali nel passato e presentano brani già reduci di successi internazionali, come la suite di This town, le "coraggiose" Goodbye to all that/mad e Great escape (sempre commovente). Chi ha ascoltato Afraid of sunlight può immaginare la poesia romantica di brani come Out of this world o la stessa Afraid of sunlight che nelle esecuzioni live si colorano di sfumature quasi surreali. Il momento più suggestivo è nel finale di King: Hogart sembra salire in cielo, in un gioco suggestivo di luci e suoni che culminano in un'esplosione di sensi. Nel finale, Easter regala al pubblico l'emozione della terra di Scozia, dopo che una inaspettata This strange engine, eseguita con sorprendente fedeltà alla versione in studio, sospende l'Alpheus per 18 minuti. Trovo contestabile l'idea di non aver proposto dal vivo almeno un brano dell'era Fish, nonostante la band recentemente abbia suonato, in diverse occasioni, arrangiamenti nuovi di canzoni come Cinderella search o That time of the night esaltati questa volta dalla voce dell'eclettico Hogart. Considerato che il pubblico romano non incontrava i Marillion da più di cinque anni, credo che non avrebbe sfigurato affatto una tradizionale Kayleigh, anche se bisogna considerare che questo stesso pubblico è cambiato molto: si è ringiovanito e rinforzato e chiede ora brani come Easter o Dry land, sicuramente lontani dai suoni acidi e nevrotici della epoca del "jester" Fish

mercoledi 9 maggio
ERIK NORLANDER

martedi 6 febbraio
JOHN CALE

 

 

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